sabato 10 agosto 2013

PALLONI / UN VALENZANESE IN RUSSIA

Davide Lubes è in piedi, a destra, in posa con ragazzini
e colleghi della scuola calcio sul campo di Shuya,
nei pressi di Ivanovo, in Russia

L'INTERVISTA E' APPARSA QUALCHE GIORNO FA SULLA PAGINA SPORTBARESE DE LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Shuya è nel cuore della Russia, nella Oblast (distretto) di Ivanovo. È qui, a trecento chilometri da Mosca, che vive Davide Lubes. Valenzanese doc, 25 anni, trascorsi da calciatore di provincia, ha accettato l’offerta di lavorare con un drappello di italiani che lavorano con Marco Garavaglia. Nel mondo del calcio. <Nonostante un grave infortunio subito a Riccione, avevo voglia di rimanere in questo mondo. Ho deciso, però di cambiare strada – racconta Davide -. L'estate scorsa ho sostenuto i test d'ingresso per la facoltà di Scienze motorie all’Università di Milano. Dove ho conosciuto il professor Alessandro Musicco, a cui devo molto>. Musicco è stato per anni nel settore giovanile del Milan, poi allenatore di Lecco e Pro Sesto ed ora è opinionista per Sky. <È stato lui prosegue Lubes a proporre me e il collega di Como Davide Marte per un progetto in Russia patrocinato dal Milan e dal Milanello Lab. Ci ha presentato Elio Garavaglia (per ventanni nel settore giovanile del Milan, stretto collaboratore di Franco Baresi e Mauro Tassotti, lo scorso anno al fianco di Beppe Sannino al Palermo, ndr). Io e Marte ora lavoriamo con Garavaglia e coordiniamo tutte le categorie giovanili dell'Accademia europea di calcio del presidente Sandro Meregalli, imprenditore comasco che da qualche anno sta investendo in progetti legati al calcio>. L'Accademia di Shuya ha l'obiettivo di far crescere e formare piccoli calciatori. E lo scopo affatto celato di piazzarli nei settori giovanili dei migliori club russi.
Gli “italiani della steppa” si sono proposti di <portare le nostre metodologie calcistiche in un paese che, in generale, è povero di calcio. L’obiettivo del progetto è creare una squadra che parta dalla serie C russa – spiega Lubes -. Sono qui da fine maggio e i primi risultati si vedono: abbiamo due ragazzi opzionati da Como e Lugano>.E il futuro? <Mi auguro di proseguire a lungo la collaborazione con Meregalli e seguire le carriere di Musicco e Garavaglia, che si stanno rivelando straordinari maestri>.
Il ragazzo cresciuto alla scuola calcio di Gigi Nicassio, dopo aver giocato con Valenzano, Pro Gioia, Capurso, Altamura, Tempio Pausania e Scandicci, ci prova dunque, nel sub-continente Russia. E con la nostalgia, come la mettiamo? Valenzano, Bari e la Puglia mi mancano molto. Fra non molto farò un salto per riabbracciare la mia fidanzata, gli amici, i parenti. E soprattutto i miei genitori, a cui devo tutto>.
Torniamo in Russia. <Si nota, eccome, un divario che al momento mi pare incolmabile tra ricchezza e povertà. Non so come fosse prima con il comunismo, ma quella di oggi resta una realtà molto diversa dalla nostra. Che tuttavia trovo molto affascinante!> E Shuya e Ivanovo? <Comunità che non sono povere, anzi. C’è, questo sì, molta umiltà>.
Ancora calcio. A Shuya è stato di recente anche Capello, ct della Russia. Don Fabio dovrebbe tornare a breve: <È stato molto emozionante, il maestro ha un eroe fascino>. Ora bisogna tornare agli studi, per ottenere la laurea breve: <È un’altra scommessa con me stesso>.

sabato 3 agosto 2013

PALLONI / TERLIZZI CITTA' SENZA CALCIO


Questo articolo-intervista è stato pubblicato qualche giorno fa sulle pagine dello Sportbarese de La Gazzetta del Mezzogiorno.
TERLIZZI - Sembrava un mito, un al lupo al lupo, una boutade in cui tutti i patron del pallone di Puglia sono attori abili e incontestabili: me ne vado, lascio tutto, non mi meritano, non mi aiutano e che credono di aver trovato il ricco scemo o la mucca da mungere? Minacce a vuoto, dimissioni ventilate ma mai rassegnate. Al primo gol tutto tornava come prima. Stavolta, Salvatore "Titti" D'Alesio e stato di parola. Se n'e andato. E non certo socchiudendo la porta. La formalizzazione della cessione del titolo e avvenuta giovedì sera nello studio del notaio-patron, a Terlizzi, in pieno centro. Quando Gianluca Frascati, uno dei collaboratori più stretti sul fronte calcio di D'Alesio, e presidente agli atti della Federcalcio, ha firmato l'accordo con i subentranti, pare che l'ormai ex numero uno rossoblu non sia
Salvatore "Titti" D'Alesio
riuscito a trattenere le lacrime. <Non dormo da alcune notti, sogno i gol di Manzari, l'abbraccio dei tifosi, lo striscione di quando sono venuto a Terlizzi come vicepresidente del Monopoli. Ho gli incubi della tante maleparole che mi sono state dette, delle botte prese a Cerignola. Un pezzo della mia vita finisce e non poteva continuare, non c'erano più le condizioni>.
La nuova leadership ha chiesto espressamente di non rendere noti i nomi. Scelta stramba in un mondo di apparenze e apparizioni. Il nuovo Terlizzi chiederà la deroga per giocare a Trani. I dirigenti sono imprenditori della città marinara. <Posso dire che una prima trattativa era stata condotta con la cordata guidata da Michele Danza che poi ha rilevato il Real Modugno. I nuovi dovevano convivere coi vecchi soci terlizzesi. Ma la trattativa s'e subito arenata sul nome del tecnico>. A Terlizzi si puntava sulla conferma di Benny Costantino, i baresi "portavano" Michele Carella, che in rossoblu vinse la Promozione nel 2008. 
Il divorzio tra D'Alesio e il Terlizzi arriva dopo una stagione turbolenta. Che tuttavia ha rischiato di portare la squadra in D. Dopo un finale effervescente, con gli uomini contati e la coppia Sasanelli-Costantino in panchina al posto i Pino Giusto, Tenzone e soci hanno sfiorato il colpo al "Miramare", teatro della finale playoff regionale col Manfredonia.
Ninni Gemmato
Deluso il sindaco di Terllizzi Ninni Gemmato: <Non e una bella notizia. Ma ho la coscienza a posto - dice il primo cittadino, visto spesso alla stadio Comunale -. Abbiamo provato a parlare con i nuovi imprenditori, senza risultati concreti. Avevo chiesto che sottoscrivessero, insieme al trasferimento del titolo sportivo, l'impegno a giocare a Terlizzi, com'era giusto che fosse. Non ho avuto più notizie, e per questo sono sinceramente contrariato, anche se tutto sommato spero che la situazione possa ancora evolvere in senso positivo>. Se invece la città dei fiori dovesse restare senza calcio? <Beh, mi piacerebbe che si ripartisse da zero, come accaduto dodici anni fa. E magari con un calcio più attento ai giovani terlizzesi, concepito con meno risorse e più lungimiranza>.
D'Alesio rilevò il club nel 2002, in Terza. Da allora ha scalato tutte le categorie dei dilettanti regionali, fino all'Eccellenza conquistata nel 2008. Con tre playoff persi, i rimpianti sono d'obbligo: <Quello più grande resta la finale di Bisceglie con quel gol di Persia al 94' subito in condizioni assurde>. Forse quel giorno comincio il lungo addio formalizzato il 25 luglio. Fatti e misfatti che, assicura il notaio, finiranno in un libro <piccante e provocatorio> che uscirà a fine estate per i tipi dell’editore Nicholaus.

SUD / CORRADO ALVARO


A Reggio Calabria, in pieno centro, a ridosso del Museo Nazionale*, in un giardinetto che prelude al Lungomare, c’è un bel monumento a Corrado Alvaro (http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Alvaro). Non il solito busto, con tanto di frase a effetto. Ma una serie di enormi blocchi di marmo con sopra incisi alcuni passaggi mirabili tratti dalle opere dello scrittore di San Luca, paesino non lontano dalla città calabrese. “Gente in Aspromonte” andrebbe utilizzato come libro di testo nelle scuole del Mezzogiorno d’Italia. Non per fare del meridionalismo da carrello della spesa nell’ipermercato. Ma giusto per capire perché siamo così, quando lo siamo diventati. Se è per il caldo, se è colpa dei “piemontesi”, se le responsabilità sono tutte dei “politici” o dei mafiosi. O forse solo perché siamo così e basta. Noi, la gente del Sud.
Ho ricopiato alcuni dei brani di Alvaro riportati sui blocchi del monumento. Li offro all’attenzione di chi vorrà leggerli e magari di lì trarre spunto per chiedere in biblioteca una delle sue opere.
Dicevo che è anche troppo quello che sono riuscito a combinare con tutti gli inconvenienti con cui sono partito: meridionale, povero, scrittore. (Mastrangelina)
La donna è il personaggio più importante e più autentico della Calabria. È anche il lusso di una natura scabra, immiserita dagli uomini. (Ultimo diario)
I calabresi hanno un senso della fatalità, concepiscono la vita sull’immagine delle loro fiumare che presto o tardi travolgono ogni cosa. “Piegati albero, che passa la piena“ è un loro motto. (L’amata alla finestra)
La favola della vita m’interessa più della vita. (La moglie)
Nella quiete dopo la tempesta nulla più duole. Gli arcobaleni che spiegano il loro vessillo sui cieli placati, i verdi mari prativi di dopo la tempesta, le piogge dopo le epidemie che fanno risentire parente l’odore della terra, ecco altrettante immagini placate dopo i cataclismi e con esse quel forte attaccamento alla vita che si riaccende più impetuosa dopo tali fatti e di radica nuovamente nei luoghi dove fu distruzione. Mai, a meno che non sia intervenuto un decreto degli uomini, nessuna città, dopo il flagello, portò i suoi focolari altrove. Si dice della memoria del dolore, ma essa è breve al confronto della memoria della vita e dell’umile gioia d’essere. Ecco la benigna natura. (Un treno nel sud)
(*) Poi dice che noi siamo del sud. Il Museo Nazionale di Reggio è chiuso per lavori da anni. Conservano (conservavano) i Bronzi di Riace, uno dei capolavori dell’umanità. Che oggi sono conservati, messi lì un po’ per caso, come un paio di scarpe comprati con enorme entusiasmo e poi riposti nella scarpiera perché sono belle, sì, ma fanno un po’ male al callo, nell’androne della sede della Regione Calabria. Ah, dimenticavo. I due giganti stanno in due teche di vetro. In posizione orizzontale. Sdraiati.

PALLONI / DISOCCUPATI ORGANIZZATI


Il calcio dilettantistico pugliese, che segue da anni, offre innumerevoli spunti. Eccone uno: i calciatori "disoccupati" riunitisi in una squadra organizzata dall'Assocalciatori. 

ARTICOLO APPARSO SULLE PAGINE DELLO "SPORTBARESE" DELLA GAZZETTA MARTEDì 30 AGOSTO 2013

Sarà un segno dei tempi. Sarà che i tackle della crisi sono quasi sempre con piede a martello e comunque vincenti. Sarà che quelli dell’Assocalciatori sono creativi. Sarà quel che sarà, ma l’Equipe Dilettanti torna per la seconda stagione. È la denominazione esotica e persino elegante per designare il drappello di disoccupati che, pagamndo una modica quota, avrà la possibilità di tenersi in forma al servizio di uno staff di addetti aiu lavoiri di grande professionalità. Dario Loporchio, fiduciario regionale dell’Aic, l’Associazione italiana calciatori, ne è l’animatore. Il tecnico sarà Nicola Diliso, la stagione scorsa alle giovanili del Bari, ex calciatore di Serie A tra Verona, Cagliari e Vicenza. Duccio Curione curerà il profilo atletico. Gianni Iurino si occuperà dei portieri. Pino Vitale dei muscoli. C ‘è persino la collaborazione di una biologa nuriizionista, Mariangela Fiore,  che curerà il regime alimentare di quanti vorranno cimentarsi con questa avventura in attesa della fatidica telefonata.
da sinistra, alessandro lapenna, nicola diliso, dario loporchio,
vito tisci e gianni iurino
E in effetti il rischio per lo staff tecnico è proprio quello di non poter disporre degli stessi calciatori per più di qualche giorno. <Sia chiaro: i primi ad essere felici se un calciatsore ci lascia siamo noi. Vuol diore che è stato tesserato e quindi che la sua stagione potrà avere un corso regolare>. Loporchio, tra i decani dei portieri dilettanti di Puglia, è fiducioso nella buona riuscita del progetto: <Ci siamo attrezzati al meglio, a cominciare dal campo. Da lunedì ci alleneremo sul sintetico del San Paio a Enziteto (alla conferenza stampa tenutasi ieri mattina presso la Football House di via Pende, a Bari, c’era anche Alessandro Lapenna, ex centrocampista ed ex dirigente del Corato, gestore dell’impianto all’estrema periferia del capoluogo, oltre al n°1 della Federcalcio Puglia, Vito Tisci ndr) , la presenza di gente del calibro di Diliso è una garanzia>. <Gente demotivata? Non credo – dice l’ex giocatore di Serie A -, intanto perché si tratta di dilettanti ma con altissimo tasso di professionalità  e poi sappiamo bene tutti che farsi trovare pronti dal punto di vista atletico è importantissimo per poter essere subito utile al tecnico con cui dovrai lavorare>.
L’anno scorso è stato raggiunto un picco massimo di partecipanti di 24 atleti e una media di una quindicina di partecipanti. Un po’ tutti quelli che hanno partecipato all’Equipe Dilettanti si siono accasati: Crescente e Anaclerio al Martina, Piccinni al Barletta, Fumai al Taranto, De Santis al Cerignola, l’altro De Santis, Rubini, Milloni, Loseto e Paris al Molfetta, solo per ricordarne alcuni.
Saranno effettuate le visite mediche di rito ed esercitazioni per il primo soccorso e per l’uso del defibrillatore.
la squadra del 2012
Tra i nomi che dovrebbero cominciare la preparazione dopodomani quelli di Tommaso Romito, Pierino Zotti, Pasquale Martinelli, Ciccio Rubini, Gigi Anaclerio, Fabio Moscelli, Angelo Carlucci, Umberto Del Core, Beppe Ingrosso, Corrado Uva, Nicola De Santis (ex Cerignola) e Fabio Loseto. Bei nomi. Bella squadra. Chissà che un imprenditore lungimirante e un po’ folle adotti l’Equipe e la iscriva ad un campionato. Rafforzando la panchina, entrerebbe di diritto nel novero delle favorite.


ARTICOLO APPARSO SULLE PAGINE DELLO "SPORTBARESE" DELLA GAZZETTA SABATO 3 AGOSTO 2013
È necessariamente un posto di passaggio. Si arriva e si spera di andar via al prima possibile. È l’Equipe Dilettanti, la “squadra” lanciata dall’Associazione italiana calciatori. Che, necessariamente, è un ponte tra il calciatore dilettante in cerca di sistemazione e il suo tesseramento. Una stanza d’attesa della telefonata giusta, dove lo spogliatoio ha le sliding doors di un grande albergo. Aspettare per aspettare, dunque, meglio farlo agli ordini di un allenatore con un passato di calciatore in Serie A (Nicola Diliso) e di uno staff di prim’ordine (dal preparatore atletico Duccio Curione all’allenatore dei portieri Gianni Iurino). E così, mentre il grosso del drappello attende di scendere in campo per l’esordio (campo San Pio, ore 17, con tanto di terna arbitrale e avversario di riguardo, il Bari Primavera di Nunzio Zavettieri), alcuni hanno già detto arrivederci. Si tratta di Gennaro Manzari, Fabio Moscelli, Pierino Zotti e Nicola De Santis, quattro dei più noti calciatori di Puglia, andati a rafforzare l’Andria-araba fenice, la squadra risorta dalle proprie ceneri, che – pare ormai certo – andrà a infoltire l’Eccellenza, riportando il ranking della Premier League di Puglia a 18. Altre partenze, rispetto all’organico originario, quelle di due diciottenni molto promettenti: Igor Di Virgilio è da ieri in prova al Novara, Leonardo De Tullio lascerà il gruppo la prossima settimana per andare a provare con la maglia granata del Toro.
Contro i giovani biancorossi dell’ex vice-Torrente, Diliso potrà contare su Dario Loporchio, Pasquale Martinelli, Gianni Bruno, Gigi Anaclerio, Dario Drago, Vito Dentamaro, Gigi Rana, Antonio Crescente, Salvatore Rizzi, Umberto Quistelli, Matteo Camasta, Nicola Lanave, Fabio Loseto, Vittorio Donato, Domenico Ancona, Ivan Loseto, Nicola Liso, Onofrio Abbrescia, Marco Ritorno, Davide Desimini, Sabino Terrone e Alfredo Tenzone. Insomma, una squadra forse un po’ in lite con l’anagrafe, ma che, con gli under giusti, sarebbe in grado di competere nei massimi campionati dei dilettanti.
Ovviamente – sottolinea Loporchio, portiere e delegato dell’Assocalciatori in Puglia -, le porte girevoli dell’Equipe sono sempre aperte.

giovedì 25 luglio 2013

SAGRE / CONVERSANO E LA MANDORLA



La splendida facciata della basilica
 cattedrale, da poco restaurata
Hanno fatto bene gli organizzatori a chiamare l'evento in corso a Conversano (http://it.wikipedia.org/wiki/Conversano) "Sagra della mandorla e dintorni". Saggia precauzione. Perché quella in programma nella "città d'arte" di mandorle in realtà ne offre ben poche. Solo uno spoglio stand non presidiato illustra in poche immagini le qualità del frutto.
Negli altri è il trionfo dell'enogastronomia.
Il salentino Francesco e due suoi
compagni di avventura intenti
alla preparazione degli spaghetti
Singolare la presenza di un presidio leccese. Salento tartufi (http://www.salentotartufi.com/home.html). Che, tra l'altro, offre deliziosi dadini di manzo al tartufo con mandorle tostate tritate a grana grossa. Oltre alle consuete "pittule". Ma ecco la sorpresa. Francesco prepara quasi fosse a un talent-show televisivo ottimi spaghetti allo scoglio con un padellone ad alta tecnologia. Una novità ghiotta, in una sagra. Scomoda, ma ghiotta.
La musica e i balli popolari all'imbocco
di corso Morea, proprio sotto il castello
Passeggiando tra gli stand non si poteva notare che offriva pasta fresca, anche cotta: spaghetti verdi alla chitarra con pomodorini e, naturalmente, una spruzzata di mandorle.
Le tette delle monache e il sorbetto di primitivo completano questa cenetta sagrosa e "in piedi-in piedi". Alla quale tuttavia manca qualcosa. Ma certo. Il gelato al Caffè dell'incontro, storico locale conversanese nella piazza del Municipio. Lo spungato di caffè è una sorta di rito propiziatorio per il palato. Il gelato è preparato a vista, con una macchina datata ma straordinariamente efficace. All'interno, un'altra deliziosa sorpresa: il latte di mandorla.
Un momento del cooking show
dell'alberghiero di Castellana
Semplicemente perfetto, soprattutto nella serata dedicata a quello che una volta era prodotto che portava ricchezza ai produttori di Puglia e che oggi è diventato di nicchia o poco più.
La serata viene chiusa dal cooking show di alunni e insegnanti dell'alberghiero di Castellana. La caccia al gelato di mandorla è aperta a tutti. Ma alla fine, la fatica è ripagata dalla bontà del prodotto (e dalla speranza che questi ragazzi, almeno nel comparto del food, riescano a trovare lavoro.

Noterella personale. Ho incontrato il sindaco della cittadina, Giuseppe Lovascio. All'avvocato esponente del centro-destra, gli elettori hanno da non molto rinnovato il mandato. Ho conosciuto Lovascio quando, a sorpresa, entrò nel mondo del calcio succedendo a Enrico Tatò, che per una breve stagione fece grande la squadra viola. Avevo apprezzato le doti umane e professionali del padre, avversario in un paio di contenziosi in materia espropriativa (ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare per alcuni anni al Comune di Conversano, guidando appunto l'Ufficio Espropriazioni). Evidentemente, Giuseppe Lovascio ha trasferito le doti di leader pacato che aveva palesato nella sua breve stagione calcistica a palazzo di città (http://www.comune.conversano.ba.it/it/home/).

domenica 21 luglio 2013

LA GAZZETTA / IL CALCIO A MOLFETTA


La crisi morde alle caviglia, sgonfia i palloni, svita i bulloni, sega i pali delle porte. Al pari dell'improvvisazione, delle spese folli di un'annata, delle richieste ai Comuni di venire incontro ad un calcio sempre più in difficoltà. Aggredito anche dall'Agenzia delle Entrate. Il Fisco dopo decenni di gestioni contabili allegre (e tollerate) dei club sportivi, si è accorto che i conti non tornano. Poche le società scampate agli accertamenti. Alcune sono finite nelle grinfie di Equitalia. Molfetta è una delle più grandi città non capoluogo della Puglia. In provincia di Bari, con i suoi quasi settantamila abitanti, è seconda solo ad Altamura. Nei giorni scorsi ha chiuso i battenti la Molfetta Sportiva di Carlo Tattoli, nome storico del calcio della città marinara. Tattoli, appunto, è alle prese con una difficile vertenza con l'Erario. La Melphicta e il suo presidente Corrado Azzollini (imprenditore che stava portando nuova linfa e nuove idee in un mondo asfittico) ha dovuto migrare a Giovinazzo. L'Atletico s'è fuso con la Libertas. La Fulgor, la stagione scorsa, ha raccolto solo un punto in Terza categoria, finendo ultima nell'ultimo campionato dilettantistico. La Virtus insisterà con la Seconda categoria. Resta la Libertas, arrivata a Molfetta (al pari del Liberty con Nicola Canonico, tre anni fa) con il trasferimento di un titolo altrui, che ha perso l'Eccellenza per un nonnulla e che è guidata da un personaggio controverso ma appassionato come Mauro Lanza. Incredibile, poi, che Molfetta, dove pure ha sede una delle più attive ed efficiente sezioni arbitrali d'Italia (si pensi agli Ayroldi), disponga solo di uno stadio (il "Paolo Poli", abbisognevole di pesanti interventi di adeguamento) e di un campetto (il "Benedetto Petrone", in erba sintetica, ma di dimensioni ridotte, appena sufficiente per la Seconda categoria).

QUESTO ARTICOLO SUL CALCIO MOLFETTESE E’ STATA PUBBLICATA DOMENICA 21 LUGLIO 2013 NELLE PAGINE DELLO SPORT BARESE DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO.
Tra le più grandi (e ricche) città non capoluogo di Puglia, Molfetta vive giorni convulsi per quanto riguarda il calcio (http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Calcio_Dilettantistica_Molfetta_Sportiva). L'insuccesso della Libertas in Eccellenza è in qualche modo compensato dalla cocciuta volontà di Mauro Lanza di accedere alla Serie D attraverso la porta stretta dei ripescaggi. Impresa pressoché impossibile ma oltremodo ammirevole in un momento in cui la Molfetta Sportiva di Carlo Tattoli ha chiuso i battenti dopo la retrocessione in Seconda, la Melphicta di Corrado Azzollini s'è trasferita a Giovinazzo e l'Atletico ha operato una fusione proprio con la Libertas per consentire alla prima squadra di "molfettizzarsi" anche nel nome. 
Angelo Terracenere
<Molti problemi nascono dalla poca chiarezza del Comune per l'utilizzo dello stadio Poli - dice Angelo Terracenere, ex calciatore del Bari e da dieci anni allenatore tra i dilettanti -. Ho cominciato ad allenare a Molfetta più o meno nel 2004, in un altro momento di crisi. Oggi i problemi sono più diffusi, vedi quello che accade ogni anno e quello che sta accadendo a Polignano, a Terlizzi, a Altamura, dove le prospettive sono impossibili da decifrare. Resta il problema di una città così grande con un solo campo (il "Petrone"), oltre allo stadio, largamente insufficiente per un bacino tanto rilevante>.
La Libertas, in attesa di un ripescaggio che avrebbe del miracoloso, sta programmando la nuova stagione. Ha chiamato Lele Loconsole per la panchina, ha sostituito l'asse centrale della difesa con Giovanni Montrone e Renato Bartoli al posto di Paris e Rubini, sta trattando con Gennaro Manzari per l'attacco. <Mi auguro di cuore  che gli imprenditori molfettesi non lascino solo Lanza - aggiunge Riccardo Di Giovanni, ex tecnico di Molfetta, San Paolo e Locorotondo -. La sua passione va premiata e gli deve essere offerta tutta la collaborazione possibile>. <Naturalmente la Libertas deve darsi un'identità e una organizzazione ben precise>, puntualizza Terracenere, reduce dalla stagione di Vieste.
L’appello a sostenere gli sforzi della Libertas troveranno risposte in una città che, pur non abbandonando il calcio, è, come dire, “distratta” dalla concorrenza, invero straordinariamente efficace, di pallavolo e pallacanestro. <Ma il calcio resta lo sport più popolare – assicura Di Giovanni -. Sto lavorando con l’Audace, società di grande serietà, e vedo che i ragazzini sono sempre molto attratti dal pallone. Però bisogna lavorare all’insegna dell’organizzazione e della professionalità. I risultati vengono lo stesso, magari ci vuole qualche mese in più, ma sono duraturi>.
Nicola Ragno
La tesi che è indispensabile razionalizzare la gestione di un club sportivo è sposata appieno da Nicola Ragno. Tecnico molfettese tra i più vincenti in Puglia, il bancario non ha dubbi: <La questione strutture è fondamentale. Ma lo è dappertutto. Perché sono rare le cittadine della Puglia dove non vi sia carenza di impianti. A Molfetta c’è il solo “Poli” e poi un “Petrone” superaffollato tra giovanili e squadre dilettanti minori. Però bisogna essere abili a costruire dapprima una società forte, con risorse economiche non effimere e con risorse umane di grandi capacità. Un discorso che vale dappertutto e che purtroppo in ormai pochi casi trovi>.

PERSONE / I LEONI DI GRITTANI


Mi piace segnalare che Vito Grittani è diventato uno dei vice presidenti del Lions Club Bari Triggiano Marina. Gli è stata attribuita la delega ai rapporti internazional. Il governatore per il biennio 2013/2014 del Lions Puglia Distretto 108 (http://it.wikipedia.org/wiki/Lions_Clubs_International), il dottor Gian Maria De Marini, ha voluto che il capursese fosse nominato “officer” distrettuale, con delega, come si diceva, ai rapporti internazionali e con le sedi diplomatiche. Domenica 14 luglio, presso l'hotel Tiziano di Lecce c’è stata la presentazione di tutti gli “officer”.
Esiste la concreta possibilità che per il biennio 2014-2015 il presidente del Triggiano Marina possa essere proprio Grittani.
Da anni Grittani si occupa di diplomazia. Frequenti le sue visite a Roma, ospite di ambasciate e ambasciatori. E frequenti le visite a Capurso e in Puglia di svariati ambasciatori provenienti da ogni parte del mondo.
Qualche settimana fa, in occasione dell’ingresso ufficiale della Croazia nell’Unione Europea, sulla facciata della sede dell’Odi (l’Osservatorio diplomatico internazionale, da lui fondato), in via Di Vittorio, a Capurso, sventolava la bandiera rossobiancazzurra della Croazia.